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Sferc e Beatreex al Convegno Industria 4.0 di Confindustria Alto Milanese

12 giugno 2017 / di Sara Sordi, Digital Consultant di Beatreex

Sara Sordi, Digital Consultant di Beatreex

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L’azienda Sferc di Lumezzane, leader mondiale nella produzione di sfere in ottone per valvole a sfera, è intervenuta al convegno su Industria 4.0 organizzato dalla Confindustria Alto Milanese a fianco di Beatreex per testimoniare la soddisfazione per la propria scelta.

 

Riportiamo nel seguito la relazione rilasciata dal titolare e direttore di produzione, Bruno Seneci.

 

"La scelta di Beatreex è stata vincente: in un mercato sempre più esigente con tempi di evasione ordini sempre più brevi, avere il controllo di ogni settore dell’azienda era per noi l’esigenza principale. L’adozione del software Beatreex non ha risolto i nostri problemi, anzi, in una prima fase, ha messo in evidenza tutti i nostri punti deboli. Questo passaggio ci ha però permesso di capire dove era necessario intervenire per introdurre le modifiche più importanti per migliorare l’efficienza della nostra produzione. 

Tale intervento nelle nostre aree di inefficienza si rivela utile già in questo periodo contraddistinto da una buona richiesta da parte del mercato del nostro prodotto, ma sarà decisivo per mantenere competitività e redditività quando le condizioni di mercato diventeranno meno favorevoli. In previsione di una crisi o di un’inversione di tendenza del mercato, infatti, con Beatreex stiamo facendo analisi mirate per pianificare gli interventi che ci possono permettere di abbattere i costi “inutili”, costi che oggi sono un mancato guadagno, ma che domani potrebbero impedirci di rimanere sul mercato”.

 

Bruno Seneci è entrato poi nel dettaglio di alcune ricadute positive che l’introduzione del Cyber-Physical Systems Beatreex ha reso possibili nella propria azienda.

 

“La possibilità di disporre, accanto ai dati amministrativi, di dati di produzione molto precisi ci ha consentito di acquisire la consapevolezza necessaria per una politica commerciale corretta: ora sappiamo perfettamente fino a dove possiamo arrivare con il prezzo di vendita da proporre. La precisione del dato di produzione - ha aggiunto Seneci - ha avuto un impatto positivo anche nella gestione economica dell’azienda, consentendoci di ottenere valorizzazioni del magazzino e stesure dei bilanci trimestrali più corrette e puntuali”.

 

Ma se le ricadute sulle vendite e sull’amministrazione economica e finanziaria sono state importanti, è proprio nell’ambito produttivo che sono state evidenziate le migliori performance.

 

“Il dato più sbalorditivo è stato quello relativo alla riduzione dei tempi di preparazione macchina. Una volta ho voluto proprio verificare personalmente quanto tempo trascorreva tra il fermarsi di una macchina e la reazione del dipendente per farla ripartire: 13 minuti. Nessuna colpa del personale: due persone stavano attrezzando, una stava sistemando un’altra macchina e l’altro operatore seguiva il carico di un transfer. A questo punto abbiamo calcolato che la riduzione del 10% della tempistica media di preparazione delle macchine (percentuale ridicola, vorrebbe dire far ripartire la macchina in 11 minuti e mezzo, tempo ugualmente inconcepibile) ci consentirebbe di recuperare il costo di una persona. Con la segnalazione immediata che Beatreex mi fornisce i tempi di reazione sono decisamente molto più brevi, ma se le persone stanno seguendo altro non possono ugualmente intervenire, pertanto, conti alla mano, la soluzione che Beatreex indirettamente mi suggerisce è quella di assumere nuovo personale. Non sono impazzito: creo un automatismo, raccolgo meglio le informazioni spendo dei soldi e devo assumere? Si, perché una persona in più la pago con una minima parte delle inefficienze recuperate e il resto diventa utile. L’anno scorso abbiamo dichiarato nei primi 4 mesi dell’anno 20.500 ore produttive sull’intero reparto con 3.860 ore di fermi, quest’anno nello stesso periodo le ore sono state 22.800 e i fermi  3.895  (solo 35 ore in più): ho avuto quindi  2.300 ore dichiarate in più e tutte di sola produzione. Un risultato straordinario ed ho la convinzione che con l’ausilio di personale aggiuntivo potrò recuperare ulteriori 500/600 ore di inefficienze e 250/300 di mancanza personale (poi il costo sarà sempre lo stesso ma la struttura potrà contare su una forza lavoro superiore, con i benefici annessi alla qualità sia del prodotto che del lavoro stesso del personale che del servizio al Cliente). Ho buone ragione dunque per ritenere che - diversamente da come molti sembrano temere - l’Industria 4.0 non porti nella direzione di una irreversibile riduzione del personale ma, al contrario, possa diventare uno strumento utile per incrementare il personale con nuovi skill e competenze”.

 

Da ultimo ha apprezzamento la possibilità di poter sempre avere il controllo della situazione senza essere fisicamente presente in fabbrica. Il Cyber-Physical Systems Beatreex consente, infatti, di essere aggiornati in tempo reale sui dati della produzione mediante pc, tablet e smartphone.


Categorie: Cyber-Physical Systems, Industria 4.0, caso pratico, Best Practice